PROGRAMMA
Di seguito la versione aggiornata degli Appunti per il programma. Sul diario potete seguire lo sviluppo della discussione e lasciare commenti
Appunto n.1 – Un nuovo modo di fare politica
La politica oggi è svalutata e delegittimata, a tutti i livelli. Affinché riacquisti la credibilità che è necessaria per governare, è indispensabile che chi amministra la cosa pubblica cambi radicalmente il modo di relazionarsi con i cittadini.
Secondo noi occorre:
Trasparenza – I cittadini devono poter conoscere e quindi accedere direttamente e facilmente a tutti gli atti dell’amministrazione; sul sito internet del comune devono essere pubblicati integralmente: il programma di mandato, gli obiettivi all’inizio di ogni anno e i consuntivi finali, le delibere, le determinazioni dirigenziali, i bilanci, le pratiche urbanistiche ed edilizie rilasciate, la rendicontazione dei soldi spesi, i bandi e gli esiti delle gare, tutte le informazioni relative alle consulenze, l’archivio delle interrogazioni, interpellanze e mozioni. Tutti gli atti devono essere completi degli allegati. Spirito di servizio, disponibilità al confronto e alla verifica sono caratteristiche imprescindibili che deve possedere chi si candida a cariche amministrative pubbliche. I cittadini devono inoltre conoscere i criteri in base ai quali l’esecutivo assegna la direzione dei servizi, gli avanzamenti di carriera, e qualsiasi altra forma di gratificazione. Istituzione da subito dell’Anagrafe pubblica degli eletti, in cui, per il sindaco, gli assessori e i consiglieri siano riportate le informazioni riguardanti le indennità, i rimborsi e/o i gettoni di presenza percepiti; dichiarazione dei redditi e degli interessi finanziari relativi all’anno precedente l’assunzione dell’incarico, degli anni in cui ricopre l’incarico e dell’anno successivo; registro delle spese, comprensive delle spese per lo staff, spese per l’ufficio, spese per viaggi sia dell’eletto che dello staff, spese telefoniche e dotazione informatica, spese varie.
Responsabilità – Gli amministratori sono responsabili del raggiungimento degli obiettivi che si prefissano con il programma di mandato, con i bilanci di previsione annuali e pluriennali e attraverso l’organizzazione che danno alla struttura dell’ente e ne devono rispondere ai cittadini; i dirigenti devono rispondere agli amministratori del raggiungimento di tali obiettivi. Questa catena di responsabilità deve essere conosciuta.
Competenza e merito – Pensiamo che i candidati debbano avere qualità individuali ed essere nel complesso rappresentativi della comunità. Gli amministratori devono avere la preparazione e la competenza adeguate, e gli incarichi devono essere equamente distribuiti all’interno della giunta; non è possibile che tutto il potere sia accentrato nelle mani di un sindaco o un assessore. Allo stesso modo, i dirigenti devono essere scelti in base a criteri di competenza, merito, capacità. A tale proposito riteniamo necessario un rinnovamento della struttura amministrativa.
Partecipazione – La comunità deve essere parte attiva nelle scelte e non solo chiamata ad ascoltare le decisioni già prese; le principali scelte di bilancio, di urbanistica, di lavori pubblici, così come quelle relative ai servizi fondamentali come l’acqua, i rifiuti, l’educazione, devono essere prese con una metodologia che garantisca la partecipazione dei cittadini, anche attraverso l’utilizzo di Internet e delle piattaforme digitali. Sia istituita una delega specifica alla partecipazione, che abbia ampi poteri e sia responsabile dell’attuazione di tale indirizzo. La sinistra proporrà da subito la discussione e l’approvazione in consiglio comunale del protocollo di intesa Regione-Enti locali previsto dalla legge regionale n. 69 del 27 dicembre 2007 sulla partecipazione, chiedendone la piena applicazione.
Rinnovamento – Basta con le cooptazioni e gli incarichi “a vita”; in Italia ci sono troppi “professionisti” della politica, che spesso diventano perpetui, passando di carica in carica; proponiamo un limite di due mandati consecutivi, oltre che per il sindaco, anche per gli assessori.
Apertura e condivisione del sapere – la pubblica amministrazione deve adottare la massima condivisione dei dati, dei formati, dei contenuti prodotti (fatto salvo il diritto alla privacy), fra le altre PA e con i cittadini, per il principio che le cose prodotte dalla PA sono pagate con soldi pubblici, quindi devono essere disponibili. Per la gestione dei processi deve essere utilizzato software libero e open source, che consente notevoli risparmi e alimenta il tessuto delle piccole e medie imprese locali, di cui il nostro territorio è particolarmente ricco.
Appunto n. 2 – Riportare il controllo della gestione dei servizi pubblici in mano ai comuni
La privatizzazione all’italiana dei servizi pubblici locali non ha dato buoni risultati, soprattutto per quanto riguarda la gestione dell’acqua e del ciclo dei rifiuti: aumento dei costi a favore dei profitti privati, spersonalizzazione dei servizi, allontanamento degli sportelli al cittadino sono le conseguenze che paghiamo, molto spesso senza neppure un vero miglioramento della qualità del servizio. Questo è purtroppo il risultato di una scelta troppo frettolosamente compiuta, anche dalla sinistra, nella seconda metà degli anni ‘90. Occorre ripensare l’organizzazione dei servizi pubblici, riportandone la responsabilità e il controllo in seno agli enti. Chiederemo l’adesione del Comune al movimento per la ripubblicizzazione dell’acqua e ci batteremo all’interno degli organismi istituzionali per la costituzione di soggetti di gestione totalmente pubblici di dimensione sovracomunale, gestiti da un management di elevata competenza che risponda esclusivamente agli indirizzi e agli obiettivi della pubblica amministrazione e che prevedano organismi di partecipazione degli utenti e dei lavoratori. Introdurremo la definizione dell’acqua come “Bene comune non economico” all’interno dello Statuto comunale e daremo il pieno sostegno alla proposta di legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico.
Appunto n. 3 – Ambiente e nuovi modelli di sviluppo e di consumo
La sostenibilità ambientale delle scelte deve essere il fondamento della politica, a Vicopisano come alla Casa Bianca. Per questo motivo occorre una svolta in termini di energia e rifiuti. La pubblica amministrazione deve dare l’esempio riconvertendo i propri impianti energetici e dell’illuminazione verso le energie rinnovabili e il risparmio energetico, attingendo alle numerose fonti di finanziamento disponibili. Nei regolamenti urbanistico ed edilizio dovranno essere inserite norme relative al risparmio idrico e all’efficienza energetica degli edifici, definendo un livello massimo di consumi certificato dai costruttori per il rilascio delle concessioni edilizie. Dovrà essere avviato un programma di sostituzione della pubblica illuminazione con sistemi a basso consumo e ad alta efficienza (es. i LED), dove possibile alimentati con celle fotovoltaiche. Entro il termine dei 5 anni di mandato il Sindaco deve impegnarsi a ridurre i consumi energetici pubblici di almeno il 10%.
Sui rifiuti occorre praticare la raccolta porta a porta in modo corretto ed efficace e superare lo smaltimento nelle discariche e negli inceneritori, tecnologie obsolete e fonti di inquinamento. Questo si può fare mettendo in pratica la strategia “rifiuti zero” adottata da molte amministrazioni italiane ed europee, che prevede il riciclo, la raccolta differenziata e lo smaltimento residuale con sistemi “a freddo” alternativi all’incenerimento. Occorre fare una seria riflessione in merito alla gestione dei rifiuti, valutando di mettere a gara il servizio, dati i risultati pessimi e gli alti costi del sistema attuale (25% di aumento negli ultimi quattro anni). Dovranno essere messe in piedi azioni per la riduzione dei rifiuti: incentivo al compostaggio domestico, diminuzione dei rifiuti plastici attivando almeno un punto di prelievo pubblico di acqua e togliendo le bottiglie di acqua minerale dalle scuole, acquisti verdi per il comune e le scuole, erogazione di prodotti alla spina.
Occorre cambiare le abitudini di consumo, riducendo l’acquisto di merci usa e getta, privilegiando i prodotti locali, le filiere corte. A tale scopo è importante sostenere i GAS, gruppi di acquisto solidale, portatori di una nuova cultura della sostenibilità che diventa pratica quotidiana, anche attraverso la creazione di uno spazio periodico per un mercato di prodotti locali biologici co-gestiti dai gruppi e dai produttori (mercato contadino).
Appunto n. 4 – Gestione del territorio, viabilità, trasporti
Il regolamento urbanistico recentemente approvato difficilmente risolverà i problemi delle aree di riqualificazione e recupero, e rischia solo di incrementare la nuova edificazione. Occorre una scelta precisa: questo regolamento deve consentire solo il recupero del patrimonio edilizio esistente, sia privato che pubblico (ex scuole elementari, ex casa del fascio di Lugnano…).
I nodi della viabilità che affliggono il nostro territorio non sono stati risolti: la Botte, Lugnano, Caprona, sono ancora punti di sofferenza per il traffico. Occorre un’azione più concreta nei confronti di provincia e regione. Servono piste in grado di consentire lo spostamento in sicurezza a ciclisti e pedoni lungo tutte le strade di collegamento, sia lungo gli assi principali, che lungo l’Arno, possibilmente con un progetto intercomunale. Serve un potenziamento del trasporto pubblico, rendendo efficace il collegamento con l’asse viario e ferroviario Pisa-Pontedera.
Appunto n. 5 – Scuola e servizi sociali
La scuola pubblica deve essere una priorità, contrariamente a quanto viene portato avanti dal governo della destra. Essa deve essere innanzitutto un luogo di integrazione e di inclusione e garantire a tutti percorsi formativi in grado di sviluppare padronanza dei saperi e competenze relazionali. Non si risponde alle sfide del presente con la decurtazione del tempo scuola, con l’aggiunta posticcia di ore a richiesta, con la riduzione del numero degli insegnanti, con la creazione di classi separate per gli immigrati…; occorre muoversi a partire dai diritti dei bambini, nell’interesse dei bambini, delle famiglie, del futuro del nostro Paese.
Nel nostro territorio è necessario realizzare un asilo nido pubblico, riprogettando le modalità e riducendo i tempi di attuazione, prevedere ampliamenti e adeguamenti delle strutture scolastiche in risposta ai nuovi bisogni della popolazione e alle varie esigenze didattiche, sostenere tutte le possibili forme di partecipazione e di collaborazione fra scuola famiglia comune e territorio, anche attraverso la progettazione condivisa di obiettivi e attività formative.
Sul versante dei servizi sociali occorre sostenere le persone e i nuclei familiari che saranno maggiormente colpiti dalla crisi economica: precari, pensionati, dipendenti. Poiché il problema sarà generale, proponiamo la costituzione di un organismo a livello sovracomunale che elabori delle strategie condivise. Sul territorio comunale proponiamo di creare una rete che comprenda associazioni/enti/gruppi di cittadini che operano nel sociale, attraverso un tavolo di confronto tra queste e l’amministrazione che si incontri in modo periodico, per tenere costantemente sotto controllo l’evolversi della situazione sul territorio.
In generale occorre pensare a spazi di incontro e di socializzazione per bambini e ragazzi, genitori e nonni, quali le ludoteche, che possono anche essere strutturate per offrire molteplici risposte sociali.
Appunto n. 6 – Diritti civili e integrazione
Sul tema dei diritti civili siamo favorevoli alla costituzione di un registro delle unioni civili, che consenta l’accesso alle stesse condizioni delle coppie sposate per quanto i servizi di carattere comunale. Per favorire l’integrazione concreta degli immigrati nella vita della comunità proponiamo l’istituzione di uno o più consiglieri aggiunti, in rappresentanza delle comunità straniere presenti sul territorio, che abbiano la possibilità di partecipare ai lavori del consiglio comunale e al tavolo delle associazioni.
Appunto n. 7 – Per il Lavoro dignitoso
1. Dare impulso e sostegno alle iniziative di imprenditoria giovanile, soprattutto nei settori innovativi.
2. Creare un Osservatorio comunale per monitorare l’evoluzione della crisi sul territorio e valutare tempestivamente le azioni da mettere in campo a difesa del lavoro.
3. Limitare il ricorso a consulenze esterne, ricorrendovi solo dopo attenta verifica della disponibilità all’interno del personale dipendente delle professionalità richieste, e, in ogni caso, solo per esigenze strettamente funzionali alla realizzazione di progetti specifici.
4. Ogni forma di assunzione a tempo determinato che si rendesse necessaria dovrà essere realizzata attraverso ricorso a graduatorie pubbliche definite sulla base di criteri espliciti ed oggettivi (titoli, esperienze lavorative, competenze acquisite).
Appunto n. 8 – Turismo
Lo sviluppo turistico dovrebbe conciliare con gli obiettivi sociali, culturali, e ambientali. Il turismo, più di altri settori ha maturato una forte attenzione ai temi della sostenibilità ambientale e della eco-compatibilità, nella consapevolezza che l’ambiente è spesso la principale attrattiva per le destinazioni turistiche o la condizione per una piena fruibilità delle attrattive presenti sul territorio.
Le attività turistiche possono essere causa della possibile diminuzione di identità sociale e culturale dell’area ospitante, con ricadute negative anche in termini di capacità delle comunità di gestire il territorio con i metodi propri delle tradizioni e della cultura locale.
Per questa ragione la valorizzazione dei prodotti tipici e della tradizione rappresentano i veri elementi produttivi dell’economia locale. L’industria turistica “virtuosa” può contribuire al mantenimento ed alla fruibilità del patrimonio architettonico. Iniziative come l’albergo diffuso nel resto d’Italia negli ultimi anni hanno dimostrato la possibilità, attraverso la realizzazione di un’attività ricettiva nel rispetto dei luoghi e dei costumi, di conciliare l’esigenza di sviluppo economico alla conservazione e valorizzazione dei valori di una civiltà altrimenti destinata a scomparire.
- Garantire un utilizzo ottimale delle risorse disponibili che costituiscono l’elemento chiave dello sviluppo turistico, mantenendo i processi ecologici essenziali e aiutando a conservare il patrimonio naturale e la biodiversità;
- Rispettare l’autenticità socio-culturale delle comunità ospitanti, conservare il loro patrimonio culturale abitativo, gli stili di vita, e i valori tradizionali;
- Assicurare attività economiche di lungo termine fornendo benefici socio-economici per tutti i soggetti coinvolti, incluso occupazione stabile e opportunità di formazione professionale per i residenti.
- Garantire la partecipazione di tutti gli attori del territorio, così come una forte leadership politica, per assicurare una partecipazione sempre più estesa ed un solido processo di creazione del consenso;
- Assicurare un monitoraggio costante degli impatti, introducendo le necessarie misure preventive e/o correttive;
- Mantenere un elevato livello di soddisfazione del turista e assicurare un’esperienza significativa per i turisti, accrescendo la loro consapevolezza sui temi della sostenibilità.